DI PIETRA IN PIETRA, camminando sui fondali marini ozzanesi

Il Comune di Ozzano Monferrato, in collaborazione con l’Associazione OperO, l’Ecomuseo della Pietra da Cantoni e  Ar.Tur.O, per l’edizione 2012 di Camminare il Monferrato, propone un nuovo itinerario legato alla pietra da cantoni e alla marna da cemento, le pietre fondanti del territorio e della storia monferrina ed ozzanese.

Il percorso, molto variegato, si snoda per circa 9 km arrivando a toccare, e in alcuni casi a ricalcare, in chiave assolutamente inedita, i tracciati di ben tre percorsi di Camminare il Monferrato: Le antiche strade del feudo e Panorami e ciminiere in territorio ozzanese, e il Balcone sulle Alpi in quel di Treville .

Diviso in due, il cammino si connota per una prima parte dedicata alla pietra da cantoni e per una seconda alla marna da cemento.

Passo dopo passo, pietra dopo pietra, accompagnati dalla professionalità del geologo Frixa e da un esperto di OperO, seguiremo gli affioramenti e le testimonianze materiali che sì diffusamente punteggiano il nostro paesaggio e ci parlano di queste due pietre, parte integrante dell’identità storico-culturale del Monferrato e oggetto di recente riscoperta in chiave edilizia e di Archeologia Industriale.

E’ bene attrezzarsi con pedule e bastoncini (meglio evitare le comuni scarpe da ginnastica) ed un abbigliamento a “cipolla”, cappellino ed occhiali da sole.

ORE 14,45   RITROVO PRESSO CENTRO SPORTIVO COMUNALE

                        IN VIA PERBOCCA 

ORE 15,00   PARTENZA

PERCORSO

INGRESSO DELLA CAVA in località Pozzino - foto di Alfredo Frixa
INGRESSO DELLA CAVA in località Pozzino - foto di Alfredo Frixa

La partenza è presso il centro sportivo comunale di via Perbocca. Si sale lungo la strada del Pozzino, nota per la presenza da secoli dell’omonima fonte. Sulla destra si nota l’ingresso di una galleria d’estrazione abbandonata e inserita in un piccolo anfiteatro nel quale si evidenzia il “ cuore di pietra” da cantoni che forma la collina.

OZZANO visto dalla "MULA"- foto di V. Manca Durando

Si incrocia la strada Mola: percorrendola ci regala tratti di natura incontaminata e ci permette di apprezzare una scenografica visione del centro storico del capoluogo. Sul cammino, in località  “Cascina Rossa” , potremo osservare un affioramento di pietra da cantoni nel quale fu  rinvenuto un raro fossile di echinide chiamato proprio “schizaster ozzanensis”

la parrocchiale di Treville - foto di V.M. Durando

Raggiunta la dorsale si svolta a destra in direzione località Solito; nello scendere a valle, bellissimi panorami sul Monte Viso e sul colle di Crea, sempre accompagnati dall’imponente e costante presenza della Parrocchiale di Treville.

SAN QUIRICO- foto di V.M. Durando

Una sosta merita altresì la chiesa campestre di S. Quirico, uno dei più mirabili esempi di utilizzo della pietra da cantoni nel primo medioevo.

la ferrovia a fondovalle

Giunti a fondovalle troveremo i depositi alluvionali del quaternario sui quali poggiano la strada provinciale e la ferrovia, che attraverseremo, e  che costituiscono  la linea di demarcazione tra i giacimenti di pietra da cantoni e quelli di marna da cemento

Stazione d'arrivo della teleferica della MINIERA COSTABIANCA
fotoV.M.Durando

Diretti verso la località di Dionigi-Rollini, si abbandona  l’asfalto deviando a destra su uno sterrato; lo sguardo viene subito attirato da due singolari costruzioni atipiche per il paesaggio monferrino, è il preludio alla vicinanza delle miniere di marna. La strada ci conduce al cospetto di due edifici del 1940, adibiti al trasporto della marna proveniente dalle miniere Vicaria e Costabianca. Tra gli edifici è visibile l’ingresso della galleria Rollini.

la risalita verso SINACCIO- foto V.M.Durando

La strada risale un anfiteatro collinare costeggiando i cascinali Costabianca e Ravaro entrati nella storia dell’industria cementiera. Proseguendo verso nord, il percorso regala scenografiche prospettive sul paesaggio monferrino, mentre l’aspetto geologico  rivela che in queste colline sono presenti ventitré banchi di marna che formano una curva convessa ad ovest verso l’abitato di Quarti.

All’incrocio con la strada del Volo si svolta a destra verso l’abitato di Sinaccio, lungo la dorsale uno sguardo attento in direzione nord permette di individuare i pozzi di estrazione della marna, Biandrà ed Ecola.

VALLE FONTANOLA, museo a cielo aperto- foto V.M.Durando

Di fronte alla chiesa campestre di SS. Cosma e Damiano si svolta a destra raggiungendo il fondo valle attraverso un’ area prativa e successivamente boschiva.            A destra si apre la valle di Fontanola. Si percorre l’omonima via lungo la quale l’itinerario assume le caratteristiche della visita ad un museo a cielo aperto, tale è il numero di testimonianze, legate all’industria cementiera del primo ventennio del secolo scorso, presenti ai lati della strada.

Meritano una sosta il pozzone Cavallera, l’opera architettonica più singolare ed innovativa del panorama minerario monferrino e i forni verticali degli stabilimenti  Unione Cementi Marchino e Milanese e Azzi, rari esempi di architettura di inizio novecento dell’industria cementiera.

Da Largo Artigianato si entra nel capoluogo per la parte conclusiva dell’itinerario, attraverso le vie Roma, Marconi e Perbocca, il cui tracciato è storicamente legato alla presenza dell’industria cementiera, per arrivare al punto di partenza, nei pressi della Società Polisportiva Ozzanese.

ecco come è andata

GUARDA LE FOTO!